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La Madonna della Misericordia nella chiesa del Crocefisso di Monteleone di Fermo

ITINERARI: Madre della misericordia

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Alla scoperta dell’arte che indica il cammino: Fermo, Amandola, Monteleone

Un Giubileo per la Misericordia. Papa Francesco ne avverte l’urgenza.
I pellegrini arrivano a San Pietro nonostante i timori di attentati.
Le Marche, uniche, hanno proposto quattro mostre: ad Ascoli Piceno, Loreto, Senigallia e Osimo.
Alla BIT, Vittorio Sgarbi ha commentato: «Una regione piccola nelle dimensione, ma proporzionalmente la più grande per quantità di patrimonio artistico, architettonico e paesaggistico in Italia».
Il Fermano non ha pensato ad una sua mostra specifica. Le ha spalmate sul territorio, radicate nella sua storia.
Compiamo allora un Cammino tenendo presente la Misericordia ricordata dal Papa. A cominciare da Fermo.
Fine Corso Cefalonia: laddove sorgeva il Monte di Pietà chiesto ai fermani da San Giacomo della Marca, c’è un portale gotico con sopra una lunetta. La Madonna allarga il suo manto e accoglie e protegge il popolo. La pietra è quella d’Istria, che arrivava al Porto di Fermo dall’altra parte del «piccolo mare». Anche l’artista: Giacomo di Giorgio, proveniva di là. Chissà se, scolpendo quell’immagine, avesse in mente il Sub tuum presidium: «Sotto l’ala della tua misericordia noi ci rifugiamo, o madre di Dio, le nostre domande non respingere nelle necessità, ma salvaci dal pericolo, sola pura, sola benedetta». Ci piace pensare che, affacciata alla finestrella  della vicina Torre, la stupenda Mihrimah, figlia del Sultano Solimano il Magnifico, implorasse – lei mussulmana e prigioniera di Saporoso Matteucci – la Vergine Maria. E ci piace pensare che il valoroso guerriero e architetto, Saporoso, sempre scorgendo l’immagine della Madonna, liberasse Mihrimah scambiandola, non per vile danaro, ma per cento prigionieri cristiani.
Poco più avanti, è visibile l’antica Ruota degli esposti: accoglienza per bambini nati ma abbandonati dalle madri.
Anche il Tempio di Sant’Agostino ha una sua Misericordia affrescata ai muri. Anche in questo caso il manto viene allargato per dare protezione ai laici e alle loro autorità, a sinistra, e ai vescovi e ai chierici, alla sua destra. Le mani della Vergine Maria sono enormi. Come qualcosa che unisca cielo e terra, che arrivi a toccare ognuno di noi.
Ad Amandola, lungo la Salaria Gallica, incrociando la strada che i pellegrini coprivano per raggiungere dall’Adriatico il Tirreno, c’è una piccola pieve con un portico attorno. È Santa Maria a Pie’ d’Agello. L’interno è affrescato. Sul fondo, risalta il rosso cotto dell’abito della Madonna e il bianco dell’interno del suo mantello aperto a protezione del popolo. Madonna della Misericordia anche in questo caso. Ospitale per viandanti il davanti della chiesa. Fede ed opere in azione.
Una Madonna della Misericordia campeggia anche nella chiesa del Crocefisso di Monteleone di Fermo. Abito e mantello sono bianchissimi. Sotto, a sinistra sono inginocchiati i fedeli di qualche confraternita locale: laici impegnati nell’assistenza; a destra, il popolo minuto, come si usava dire un tempo.
Di recente, Benedetto XVI ha ricordato la ragione dell’insistenza di papa Francesco: “La misericordia è l’unica vera e ultima reazione efficace contro la potenza del male. Solo là dove c’è misericordia finisce la crudeltà, finiscono il male e la violenza”.
Scopriamolo! •

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