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Di giorno in parrocchia, la sera sul palco

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Chi l’ha detto che un cantante non possa portare la tonaca? Forse a qualcuno sembrerà strano, ma nel mondo ci sono addirittura intere band nate in convento che riescono ad imporsi nel panorama musicale internazionale con decine di migliaia di dischi venduti e numerose visualizzati sui propri videoclip.
Non è un caso se qui in Italia in TV abbiamo conosciuto Suor Cristina, vincitrice del talent “The Voice” in onda su RaiDue, e prima ancora Frate Alessandro, tenore francescano con all’attivo diversi album. Ma andando ad approfondire, tanti sacerdoti, religiosi e religiose in giro per il mondo usano la musica come mezzo per l’annuncio di Dio. Accomunati dalla passione per la musica, alcuni di loro ne avevano fatto un mestiere prima di rispondere alla propria vocazione, ma tutti, a lor dire, sentono che è il Signore a chieder loro di continuare ad usare i preziosi talenti ricevuti.

“E’ una vocazione nella vocazione” – spiega Padre Claude Burns, in arte Fr. Pontifex, sacerdote americano, rapper da quando era appena un adolescente. Ma non è l’unico sacerdote cantante. C’è Padre Rob Galea che ha partecipato ad “X Factor Australia” riscuotendo enorme successo grazie al brano “Breakthrough”, un misto tra rock cristiano e musica dance elettronica, il cui testo è incentrato sulla perseveranza nella preghiera. Reduce da “The Voice” in Spagna è invece il sacerdote e missionario redentorista spagnolo Padre Damian Maria Montes, citato addirittura dall’Huffington Post come “il prete hipster”. In Inghilterra troviamo Fr. Albert Owie Ofere, cappellano della comunità cattolica nigeriana inglese. Lui ha scelto l’Afro-pop “perché – dice – molte persone amano ballare questa musica e usarla per glorificare Dio contribuisce a conquistare anime per Lui”.

Tra i religiosi una speciale citazione spetta a Padre Gabriel, frate francescano australiano, famoso per cantare il gregoriano mentre “cavalca” uno skateboard, mezzo con cui incontra una volta a settimana tanti giovani. Ma non è l’unico che unisce prodezze atletiche a talenti musicali. I Frati Francescani del Rinnovamento del Bronx, a New York, ne sono un esempio lampante perché cantano mentre giocano a basket dimostrando di essere ottimi cantanti ed atleti. Invece per gli ordini femminili dobbiamo sicuramente ricordare le performance canore delle suore “rocker” della nuova comunità religiosa di Lima, in Perù, le “Serve del Piano di Dio”, che cantano vero rock. Altro fenomeno sono le suore della comunità femminile colombiana Comunicadoras Eucarísticas del Padre Celestial (CEPC) che durante i propri video musicali si esibiscono in coreogerafie costruite ad arte e la cui musica ha tutte le sonorità tipiche dell’America Latina.

Questi sono solo alcuni dei più famosi esempi che hanno avuto maggior successo discografico in tal senso. Sicuramente ce ne sono altri meno conosciuti e tanti altri ancora nasceranno in avvenire. Che dire: ne avevamo bisogno? E’ questo il modo giusto per portare il lieto annuncio al mondo intero? Vera evangelizzazione o pura trovata discografica costruita a tavolino? Non sono domande scontate e non potendo rispondere adeguatamente, non ci resta che scomodare l’evangelista San Matteo citando testualmente le sue parole: “dai loro frutti li riconoscerete”. Attendiamo dunque.

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