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Amoris Laetitia: realtà di fatto

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Il testo di Papa Francesco e la storia di vita di coppie e famiglie

Nove capitoli per un documento di 325 numeri. Lungo e complesso. È Amoris laetitia, la «gioia dell’amore», l’esortazione con la quale Papa Francesco conclude il percorso dei due Sinodi dedicati famiglia. Il primo capitolo offre la base di citazioni bibliche, il secondo traccia un quadro della situazione, il terzo parla della vocazione della famiglia. Due capitoli, il quarto e il quinto, sono dedicati specificamente al tema dell’amore coniugale. Il sesto parla delle prospettive pastorali, il settimo dell’educazione dei figli. Mentre l’ottavo contiene le indicazioni per l’integrazione dei divorziati risposati.
«Accogliere la realtà così come viene», ripete sempre Papa Francesco. Questo criterio viene applicato anche nell’Esortazione apostolica Amoris Laetitia, dove il Vescovo di Roma ha offerto un orientamento magisteriale al cammino di riflessione sinodale iniziato dalla Chiesa nel 2013 sulla questione delicata e cruciale del matrimonio e della famiglia. Nel documento papale non c’è una teoria e tanto meno una “teologia” della famiglia. A muovere tutto è la sollecitudine pastorale di nutrire con la luce del Vangelo la vita delle famiglie reali, così come sono, mostrando al mondo che «l’annuncio cristiano che riguarda la famiglia è davvero una buona notizia» (§1).
L’urgenza che vibra nel testo non è quella di ridire la «verità» metafisica sulla famiglia. Non vuole rimarcare paletti dottrinali, semplicemente perché la dottrina del matrimonio entro cui il testo si muove è quella di sempre, delineata già in precedenti pronunciamenti papali, compresi la Humanae vitae di Paolo VI e la Familiaris Consortio di Giovanni Paolo II (abbondantemente citati).
L’Esortazione apostolica ripete senza patemi d’animo che le coppie gay non sono famiglia, e non mette in discussione i precedenti pronunciamenti papali sulla contraccezione.
Riconosce invece che «per molto tempo abbiamo creduto che solamente insistendo su questioni dottrinali, bioetiche e morali, senza motivare l’apertura alla grazia, avessimo già sostenuto a sufficienza le famiglie, consolidato il vincolo degli sposi e riempito di significato la loro vita insieme». (§37).
La scommessa da cui muove il testo papale è un’altra: far intravedere il tesoro desiderabile di bellezza, grandezza umana e gratuità che vive almeno potenzialmente in ogni relazione familiare. E suggerire la sorgente che la nutre, e cosa la può custodire.
La Voce delle Marche ha voluto raccogliere questo invito proponendo la bellezza e la gioia dell’amore raccontate da alcune coppie di sposi o di futuri sposi. •

About Nicola Del Gobbo

Direttore de La Voce delle Marche

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