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Adesso li riconosco

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Amandola: i responsabili del gruppo giovanissimi hanno trovato la chiave.

Nell’era dei tablet e dei cellulari, nell’era in cui si ripete continuamente che non ci sono più relazioni interpersonali vere ed autentiche, sono proprio le relazioni le cose che mi mancano di più in questo periodo buio della storia dell’umanità.
Gli abbracci e i sorrisi dei nipoti, gli “scontri” con le colleghe di lavoro, le “chiacchiere” in strada, le risate e le confidenze con gli amici e con gli educatori, le “cantate” con il coro parrocchiale, ma, soprattutto, le grida festose, gli abbracci, i baci, i sorrisi, i bronci dei ragazzi dell’Acr il sabato e dei giovanissimi la domenica!
I primi giorni di questa emergenza sono trascorsi veloci; i ragazzi a casa senza scuola, io al lavoro.
Un messaggio veloce su WhatsApp, giusto per ricordare qualche appuntamento virtuale. Poi, con l’aggravarsi della situazione, i messaggi sono diventati più frequenti, più solleciti. Io, come gli altri educatori, volevo star vicina ai ragazzi. Dall’altra parte, tuttavia, il silenzio più assoluto!
Paura, noia, indifferenza? Quale stato d’animo c’era dietro quel silenzio?
Avremo dovuto cominciare a mettere su uno spettacolo musicale, e allora, aiutata dalla tecnologia, ho cominciato a mandare canzoni, basi, testi, parti. Un po’ la situazione è cambiata, ma non più di tanto!
Ragazzi irriconoscibili.
Di solito sono allegri, scalmanati, vivaci, ironici, gioiosi, simpatici, qualche volta anche un po’ invadenti, capaci di cambiarti la giornata e di rendertela più bella!
Non ci potevo stare, non ci potevamo stare!
E allora si riparte… Riunioni su riunioni, su piattaforme multimediali, con gli altri educatori per cercare il modo di “svegliarli”!
Un gioco? Sì un gioco virtuale a puntate da fare a squadre. Ed oggi la risposta: un pomeriggio passato al telefono, tra un messaggio e l’altro, tra faccine e sfottò, tra audio e “pollici in su”…
Adesso li riconosco, i miei ragazzi, ci sono tutti, anche i più restii, anche i più timidi.
Fuori nevischia, la Tv inonda la stanza di brutte notizie, ancora tanti morti e tanti casi positivi, ma oggi, un piccolo raggio di sole ha reso meno grigia la mia giornata! •

Roberta Treggiari

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