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Da “San Pio X” a “Pio XI”

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Cari amici,

mi rivolgo alle figure di due Papi, della prima metà del secolo scorso, per commentare brevemente il cambiamento al quale vado incontro in questa fase della vita.

“San Pio X” è il titolo della parrocchia dove, per circa 13 anni, sono stato parroco e che lascerò dal prossimo autunno. A “Pio XI” è dedicato il Seminario Regionale Umbro di Assisi, presso il quale svolgerò il mio servizio di Rettore, una volta lasciata Porto Sant’Elpidio. Provo, allora, a esprimere alcune idee su questo passaggio.

Per quanto riguarda la parrocchia, il primo pensiero va alle tante realtà ancora in sospeso che, con un briciolo di presunzione, ma anche di corresponsabilità, avrei voluto sistemare un po’ meglio; ai rinvii di appuntamenti importanti per la vita delle famiglie, in particolare quelle che non hanno potuto celebrare i sacramenti dell’iniziazione cristiana o le coppie che hanno visto allontanarsi la data delle nozze. Nello sconvolgimento e nella precarietà del covid-19, la partenza accresce, ancora di più, il senso di disorientamento. L’ultima sfida da giocare, forse la più difficile di tutti questi anni, sarà il tentativo di fare ancora l’estate ragazzi, seppure con le tante limitazioni, che non permetteranno di ripetere le esperienze del passato.

Sulla superstrada in direzione Foligno, passato il valico di Colfiorito, arriverò in Umbria con gioia e con un senso di gratitudine per la possibilità di ripetere, ancora una volta nella vita, il binomio formazione-lavoro (pastorale): dopo l’esperienza di Monte Urano, il ritorno agli studi al Collegio Capranica di Roma; dopo Porto Sant’Elpidio, il rientro in un seminario, la cui storia e tradizione sono note anche al di fuori dei confini regionali. In tutto questo, mi sento un privilegiato. Forse il Signore sa che ogni tanto ho bisogno di rientrare, in un modo o nell’altro, ai box, per i rifornimenti e per i necessari aggiustamenti da fare nella corsa della vita. La città di San Francesco ha rappresentato, tra l’altro, un riferimento fondamentale per il cammino vocazionale della mia prima giovinezza.

Saluto, fin da ora, i formatori e i seminaristi di Assisi, sperando di trovare un posto, magari in panchina, nella loro squadra di calcio, che so essere molto forte e titolata. Forza e coraggio, anche in vista della sessione estiva degli esami.

Chiedo a tutti di benedire questa scelta, il conforto della preghiera, la collaborazione negli impegni da assolvere nel “durante” dei mesi estivi, presi dalle tante urgenze del quotidiano.

Ringrazio l’Arcivescovo Mons. Rocco Pennacchio, per avermi dato la possibilità di vivere questa nuova esperienza. Le ultime parole sono per i preti di Porto Sant’Elpidio e dell’intera Vicaria di Sant’Elpidio a Mare: lodo il buon Dio, perché ha nascosto e impastato, nelle nostre vite, il lievito della fraternità.

Don Andrea

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