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Unimc, lezioni dal vivo e a distanza

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Il 22 settembre scorso anche gli studenti dell’università di Macerata sono tornati in aula dopo mesi di didattica a distanza. La comunità universitaria si è rimessa in cammino ed gli studenti sono tornati ad animare quei spazi che non sono solo luoghi di apprendimento, ma anche di socializzazione e di crescita.
« Ricominciare è un verbo con cui tutti, abbiamo a che fare, particolarmente in questo periodo in cui ogni realtà della nostra vita si trova a dover ripartire, cercando di riacquistare almeno una parvenza di normalità.
Anche il mondo universitario sta ripartendo, con delle evidenti difficoltà dovute alla gestione pratica di un numero talmente elevato di studenti da rendere quasi inimmaginabile una riapertura fisica completa. Eppure, si riparte; in una modalità mista: si potrà tornare a frequentare le sedi per alcuni insegnamenti e solo su prenotazione.
Come studentessa durante questo lockdown ho compreso il valore profondo che aveva per me frequentare l’università.
Non si trattava solo di spostarsi, uscire di casa per vivere un altro ambiente. L’università era per me un vero e proprio luogo di comunione. È qui che ho trovato amici veri, compagni di strada con cui non si condivide necessariamente la quotidianità, ma un percorso di formazione, che in effetti ha senso di esistere solo se vissuto nella socialità.
Per noi giovani di oggi, è essenziale apprendere l’importanza del lavoro di squadra, non solo come modo di dire, ma come filosofia di vita; perché oggi non esiste professione che non sia interconnessa con altre o che perlomeno non implichi una collaborazione tra soggetti.
E l’ambiente universitario si presta perfettamente come “palestra” per allenare questo stile: è imparando la collaborazione tra colleghi che possiamo apprendere realmente cosa significhi fare squadra nella vita.
Non nego che, proprio per i motivi appena citati, il fatto che molti degli insegnamenti di quest’anno accademico siano online mi preoccupa un po’. Sono certa che sentirò la mancanza dell’andare fisicamente all’università, mi mancheranno gli incontri casuali, consumati in fretta tra una pausa caffè e una corsa alla ricerca dell’aula giusta. Spero che però anche quest’anno sia un’occasione di crescita e che, come molti hanno già detto, di tutta questa esperienza anche noi studenti possiamo fare tesoro e imparare a dare il giusto valore allo “starci vicino”, un’opportunità la cui importanza e bellezza forse non abbiamo compreso appieno, almeno fin quando non ci è stata negata». •

Giulia Lucentini

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