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Veruska Puff e il complesso gioco della seduzione

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Incontrata al Florian di San Benedetto dove le avevo dato appuntamento un pomeriggio di fine primavera, mi è subito piaciuta nel suo abbigliamento sobrio ed accurato in stile fine anni ’50. Veruska ha la pelle color latte, cosa inusuale per chi vive in una cittadina di mare dove si incontrano lungo i viali del passeggio, persone abbronzate e spesso in tenuta casual.
Il portamento è elegante, il passo tipico di chi ha studiato danza classica ed infatti Veruska ha iniziato questo tipo di percorso artistico, all’età di sei anni, sotto la guida della famosa insegnante di danza, signora Caterina Ricci. Tuttavia la mia interlocutrice non è ballerina bensì artista molto apprezzata di burlesque.
Anne E. Schwarts afferma:
“La gente oggi ama il burlesque perché contiene in se’ un certo glamour retrò ed evidenzia la femminilità, è un qualcosa che tutte le donne possono attualmente veder fare.”
Ed è quanto sostiene la stessa Veruska Pasquali, in arte Veruska Puff.
Ma cos’è il Burlesque? La definizione francese “Burlesque” è fra l’italiano “Burlesco” e la parola spagnola Burla. Il concetto del Burlesque in poche battute ha l’intento di ridicolizzare atteggiamenti e stili, in chiave prettamente ironica e giocosa.
Il movimento Burlesque ha avuto uno strano destino: già nella parodia dell’ Iliade di Omero “batracomiomachia” (la battaglia dei topi e le rane) fu il primo riferimento letterario. Nell’epoca rinascimentale il primo esempio di Burlesque all’Italiana, può essere considerato poema eroicomico (Orlando Rifatto) di “Francesco Berni” (1541). Successivamente in Francia l’opera che più colpì in questo genere, era famoso ai suoi tempi (Eneide Travestie) di “Scarron” (1648 -1653). Mentre nell’Inghilterra il più importante monumento del burlesque è stato “Gudibras” di (Butler – anno1669) una sorta di satira sui puritani. In Germania un’altra opera letteraria burlesque di esempio è attribuita a (Blumauer) (Eneide Travestie 1784 – 1788).
Il Burlesque come genere di spettacolo parodistico nato nella seconda metà dell’ottocento nell’Inghilterra Vittoriana, una volta sbarcato negli USA è diventato nel tempo la principale Scuola di spettacolo della femminilità seducente occidentale.
Nei primi spettacoli burlesque si evidenziava molto di più la commedia, successivamente nel 1920 le preferenze del pubblico imposero una radicale sterzata in direzione del ballo “erotico”.
Burlesque significò prevalentemente spogliarello danzato. Le ragazze si muovevano in modo elegante e femminile con grande attenzione alle prestazioni artistiche. A poco a poco è diventato lecito togliere sempre di più i vestiti, perciò Burlesque e Striptease sono considerate a torto, parole sinonime. Le stelle più famose di quell’ epoca sono: Bettie Page – Tempeste Storn – Lili San Ciro e Gypsy Rose Lee.
È il caso di citare anche la famosissima Mata Hari (Margaretha Geertruida Zelle 1876-1917). Ella fu grande danzatrice di teatro, considerata artista sui generis, dai critici e dalla grande stampa: “Donna eccezionale, dall’eleganza perfetta e con un senso poetico innato” – “Fa della propria danza una sicura opera d’arte”.
Veruska incalzata dalle mie domande mi dà interessanti notizie su quanto riguarda il mondo del burlesque e in generale come spettacolo che ha cominciato a rivivere nel 1990 e già nel 2002 si è trasformato in una tendenza in rapida crescita e alla moda. Esiste anche il Museo del Burlesque, si trova a Las Vegas in Nevada ed è intitolato Burlesque Hall of Fame. Ogni anno vi si celebra un Festival e così pure avviene in altre parti del mondo.
Attualmente i personaggi di rilievo di questa forma d’arte sono: Dita Von Teese (Heather Renée Sweet), Immodesti Blase (UK) La Contessa (Svezia) Erocika di Bambù (Giappone) Eve la Plume per Italia.
Veruska Pasquali 2Molti divi musicali contemporanei si sono ispirati alla cultura del burlesque per le loro esibizioni: tra di loro quali: Madonna, Christina Aguilera, Gwen Stefani e Lady Gaga.
Ma chi è Veruska Pasquali in arte Puff? Nativa di S. Benedetto del Tronto dopo la laurea in Scienze della Comunicazione di Massa, conseguita brillantemente all’Università di Macerata, scopre nel 2000 questa sua nuova passione. Amante dell’eleganza e della moda anni ’50, si crea un suo stile personale che si richiama appunto a quegli anni. Dal 2000 al 2011 studia e si applica in questa nuova disciplina ed inizia il suo percorso artistico sia in Italia che all’estero: Olanda, Stati Uniti ecc…
Lavorare all’estero per lei è stato un arricchimento professionale e personale di grande valore. Il confronto con altre realtà ha rappresentato un significativo momento di crescita.
La sua performance dura da sette ad otto minuti ad ogni uscita. Solitamente le uscite sono due per ogni spettacolo.
Gli oggetti di scena vanno dai grandi ventagli di piume, al piumino da cipria, alla caramella gigante, guanti, bustini stile ottocento, scarpe da ballo, cerchietti con piume, bigiotteria di pregio.
I colori che preferisce sono il nero, il rosso e il rosa ma tutto in stile retrò.
Le coreografie come gli abiti di scena sono ideati e disegnati solo da lei, poi realizzati in esclusiva da una sarta artigiana del luogo dove resiede. Le esibizioni di Veruska avvengono in teatro, in ville private. Una fra queste la Villa del grande maestro Beniamino Gigli che le ha dato una emozione indimenticabile. Alla domanda: Veruska domani che farà? Mi risponde che il suo progetto di vita la vedrebbe impegnata o in una sua Scuola di Burlesque o nel campo del Vintage di qualità.
Non esclude il pensiero per una famiglia tutta sua e al desiderio di maternità. Il nostro incontro davanti ad un bicchiere di succo di frutta, sorseggiato in una elegante e piccola sala del locale, termina con un grazie reciproco.
Grazie per il dono di un tempo trascorso piacevolmente insieme che mi ha introdotta in punta di piedi in un mondo ad oggi a me sconosciuto verso il quale ancora sussiste e resta tanto pregiudizio e scarsa conoscenza.
Mentre si allontana distinguendosi tra le persone che le passano accanto, provo un senso di riconoscenza per la bellezza delle persone che Dio permette di incontrare. Piacevoli compagni di viaggio, seppur per breve tempo, in un tardo pomeriggio di fine primavera. •

About Stefania Pasquali

Stefania Pasquali nativa di Montefiore dell'Aso, trascorre quasi trent'anni nel Trentino Alto Adige. Ritorna però alla sua terra d'origine fonte e ispirazione di poesia e testi letterari. Inizia a scrivere da giovanissima e molte le pubblicazioni che hanno ottenuto consenso di pubblico e di critica. Docente in pensione, dedica il proprio tempo alla vocazione che da sempre coltiva: la scrittura di testi teatrali, ricerche storiche, poesie.

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