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Se Francesco sorprende, a Benedetto resta comunque la novità della rinuncia

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Intervista ad alcuni giovani: il papa rassicura e incoraggia

“Social” è l’aggettivo che mi verrebbe da usare per descrivere Papa Bergoglio. Un uomo che sta vicino agli uomini. Un papa che incarna l’espressione di padre per i suoi figli. Che parla loro. Li rincuora. Li perdona quando sbagliano. Un padre che dà speranza. E tutto questo lo fa attraverso la rete, sempre più avanzata, che connette e arriva alle persone di tutto il mondo. Nei video di YouTube è possibile avere la possibilità di vederlo come protagonista di videomessaggi in cui, guardando dritto la telecamera, parla ai suoi tanti potenziali destinatari. Parla ai giovani, dicendo loro che, se sono troppo concentrati su se stessi, non avranno niente da dire agli altri. Niente di buono e di vero. Consiglia Papa Francesco “mettetevi dove c’è campo”. Pubblica post su piattaforme come Facebook e Twitter, arrivando tramite notifiche in tempo reale, negli smartphone di ognuno di noi. E dove chiunque può scrivere la sua, rispondere, attraverso commenti, interagendo con altri utenti e instaurando nuove relazioni.
“Se ognuno di noi fa un’opera di misericordia, ci sarà una rivoluzione nel mondo” scive su Twitter, ottenendo 4.300 like e ben 1.500 condivisioni. Probabilmente questi dati non verranno presi in considerazione dal Pontefice perchè, immagino, quello che desidera non è creare un profilo che scali le classifiche degli opinion leader, ma piuttoso arrivare a parlare al cuore dei suoi fedeli. Mi sono chiesta che impressione faccia Papa Francesco ai giovani miei coetanei, intervistandone alcuni e chiedendo loro che cosa avevano da dire sul Papa.
Paola (22 anni)
«Se Papa Ratzinger mi sembrava più accademico e autoritario, Papa Francesco mi sembra più umano. Appena diventato Papa ha esordito con “fratelli e sorelle, buonasera”, penso che abbia subito colpito i fedeli e non. A mio parere è uno di noi e piano piano lo sta dimostrando. Spero continui su questa strada».

Michela (25 anni)
«L’invito che Papa Francesco ha rivolto ai giovani che più mi ha colpito è di “non farsi rubare la speranza”. Di non cercare scorciatoie e di affrontare i problemi. È di questo che il Papa parla. A mio avviso è un invito meraviglioso ad affrontare a testa alta la vita perchè ad ogni no che desideriamo abbiamo la possibilità di ottenere 100 si. Questo grazie alla passione che deve muovere lo spirito di ogni giovane. Noi giovani siamo la finestra per il futuro, ma per abbracciare questa eredità, dobbiamo affidarci a delle figure guida. Delle incoraggianti e rassicuranti menti che grazie a spirito e fede ci ispirano. Il Papa è una di quelle. È stato capace di irrompere nel cuore dei giovani con semplicità ed amorevolezza genitoriale. Allo stesso tempo non gli è mancato quel linguaggio spiccio e diretto per indirizzare le persone sulla diretta via. Si è dimostrato un rifugio per molti ed ha utilizzato il dialogo come mezzo di conquista, specie nei giovani. Non necessariamente bisogna essere credenti per ammirare la bella persona che c’è dietro l’etichetta di Papa».

Un riscontro positivo, dunque, verso un uomo che si dimostra un grande comunicatore dal cuore buono. •

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