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Carnevale di Offida con "Lu Bov Fint"

Una Regione che ha voglia di scherzare!

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La mappa del carnevale marchigiano: Fano, Fermo, Ancona, Pesaro, Sarnano, Offida, Ascoli 

I divertimenti iniziati a Natale, nel periodo del Carnevale, sin dai suoi inizi, diventavano più espliciti dopo il tempo della Candelora e questo ad ogni latitudine della regione Marche.
Questa antichissima festa “della follia” ha un’origine rituale agreste collocandosi tra la fine dell’anno e  l’inizio del risveglio della primavera e dei nuovi cicli agrari. Attualmente si concentra tra il “giovedì grasso”, la “domenica di carnevale”, e il “martedì grasso”, tutte giornate che precedono il “mercoledì delle ceneri”.
Il Carnevale era ed è molto sentito oltre che famoso in alcune zone quali: Ascoli, Offida, Castignano, Montefiore dell’Aso.
Ma cos’era il Carnevale per le nostre belle colline fermane?
Si può ricollegare il tempo del Carnevale agli antichi riti propiziatori e purificatori riferiti al ciclo stagionale, alla semina e alla fertilità della “Madre terra”. Se ci rifacciamo alla storia, febbraio, prima della riforma di Cesare, era l’ultimo mese dell’anno. Era consacrato a Saturno,  dio pagano.  Considerato come un dio-re, sembrava aver assicurato ai suoi sudditi nonché fedeli, un tempo di felicità denominato come “età dell’oro”. In questo tempo il lavoro non era “fatica”, gli animi erano gioiosi, i frutti abbondanti, le malattie erano quasi sconosciute, inoltre non vi era schiavitù né si combatteva in guerra. In parole povere il paese della “cuccagna”. Queste antiche feste presero il nome di Saturnali e in seguito di Carnasciali. Le cose passate dovevano essere dimenticate per fare spazio a nuovi e più gioiosi momenti da vivere. Si bruciavano i fantocci in luoghi pubblici, emblema del vecchio anno ormai passato. I ricchi si avvicinavano bonariamente ai poveri; i padroni servivano gli schiavi; le magistrature venivano sbeffeggiate dalla plebe. Si poteva dire o fare un po’ di tutto.
Si eleggeva in quei giorni un Re-buffone, rappresentante di “poteri alla rovescia” ed emblema di pazzia umana. Le “maschere” simbolo delle anime dei defunti invadevano ogni ambiente e si univano alla rituale follia del popolo. Una sarabanda infernale che si accendeva e trascendeva ogni limite ma che durava pochi giorni, fino alla sparizione del Re-buffone e la ripresa della dura fatica quotidiana.
Il Carnevale in sostanza non è che un lontano ricordo di una festa rituale e religiosa dei Saturnali in territori colonizzati dai latini con le più antiche tradizioni romane diffusesi a partire dal territorio dell’Ascolano. Per quanto riguarda il Carnevale in piazza, le notizie più antiche riportano al Rinascimento anche se l’uso delle maschere per motivi di ordine pubblico (molte fazioni erano in lotta fra loro) venne temporaneamente proibito. Perché il Carnevale sia davvero divertente dev’essere partecipato in prima persona. Non è uno spettacolo da guardare ma da vivere con tanto di maschera e aria da burlone. Il Carnevale è coinvolgente, va sperimentato dal di dentro, come un rito che sottintende una completa partecipazione pur mantenendo la “misura” di quanto si va facendo. Tutto lo si fa “per scherzo” e poiché a “Carnevale ogni scherzo vale” chi non regge l’atmosfera ridanciana e ironica è bene che si limiti al solo guardare.
Le maschere ancora in uso sono quelle tradizionali appartenenti alla Commedia dell’Arte, a seguire quelle paradossali o metafisiche, di satira politica e di costume di fatti e personaggi di fama nazionale e non solo. La satira ha un suo profondo significato rituale che condanna peccati, vizi ed errori di un anno appena trascorso. Nella regione Marche, i Carnevali più noti sono: Carnevale di Fano, Carnevale di Ancona, Carnevale di Pesaro,  Carnevale di Sarnano, Carnevale di Fermo, Carnevale Offidano, Carnevale Ascolano.
Carnevale di Fano. Ogni anno si rinnova il tradizionale Carnevale di Fano, il più antico d’Italia; il primo documento che ne cita le origini risale al 1347. È famoso per gli imponenti e coloratissimi carri allegorici e per la caratteristica del “getto”: copioso lancio di dolciumi sulla folla.
Carnevale di Fermo. Sin dagli inizi ha cercato un proprio ambito che si esprimesse  nella partecipazione e nell’originalità. Centinaia  di persone  lavorano alla costruzione dei Carri Allegorici e dei Gruppi Mascherati.
Tutte le strutture carnevalesche che sfilano a Fermo vengono espressamente fabbricate in loco. Il Carnevale è aperto e ha ospitato formazioni di altri centri incoraggiando così l’incontrarsi  in allegria. Non è solo per valorizzare la propria Contrada o scuola o città ma anche e soprattutto  per riscoprire il piacere dello stare insieme.
I Carri fermani non sono giganti. La tradizione è quella del Carro piccolo infatti i Carnevali Studenteschi sin dalle loro origini  hanno avuto la caratteristica importante dei Carri piccoli e spesso con sole maschere sopra un Carro.
I Carri e i Gruppi, per scelta, girano su se stessi così  la “coda” incontra la “testa” e viceversa. Attori e spettatori diventano una cosa sola.
La tradizione del Carnevale fermano vuole la consegna delle chiavi della città, l’antagonismo con la “regina quaresima”, il palio di carnevale, il processo, il rogo, il funerale, tutti momenti vissuti con emozione dai sempre più numerosi visitatori e partecipanti, atmosfere tra teatro e rito. Da diversi anni Re Carnevale ha un amico che lo accompagna per tutta  la settimana, tale Mengone Torcicolli, una maschera ottocentesca nata  dalla fantasia di Andrea Longino Cardinali di Monte S. Pietrangeli. Sulla maschera storica di Mengone Torcicolli e della sua compagna Lisetta, il Carnevale ha proposto e realizzato mostre, una pubblicazione ed anche uno spettacolo teatrale. Altro aspetto importante del Carnevale fermano è il progetto  nato nel 1999 in collaborazione con il Comune di Porto San Giorgio per un Carnevale intercomunale. In tal modo si  superano  antichi e anacronistici campanilismi oramai appartenenti alla storia del passato. Dal 2005 sia il Comune di Fermo che quello di Porto San Giorgio hanno aderito al progetto del Carnevale del Fermano, primo Carnevale in rete della Regione Marche.
Carnevale di  Offida. Le sue  origini  risalgono alla metà del 1700. Si caratterizza per due manifestazioni: “Lu Bov Fint” e “I Vlurd” non da meno sono le “congreghe” anima del carnevale offidano oltre ai veglionissimi che si svolgono al Teatro Serpente Aureo, quali: la domenica degli amici, la domenica dei parenti, il Giovedì grasso e la domenica di Carnevale.
Carnevale di Ascoli. È una tradizione che si ripete da molti secoli che coinvolge l’intera città. Agli inizi si trattava di una festa legata i riti propiziatori primaverili. Attualmente la festa è  diventata  un evento basato sulla spettacolarità e sul divertimento. Il palcoscenico per i festeggiamenti è la piazza del Popolo dove si esibiscono i gruppi mascherati, le maschere singole di persone che si inventano nuovi costumi carnevaleschi, tutto in una atmosfera  ironica e surreale.
Carnevale di Ancona detto anche El Carnevalò. Le più belle maschere italiane si ritrovano in piazza durante l’edizione annuale del Carnevalò con  la  tradizionale sfilata di Carri e Maschere.
Carnevale di Pesaro e provincia. Racchiude diverse manifestazioni di grande importanza:
Carnevale del Montefeltro con sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati e assegnazione del Trofeo “Carnevale del Montefeltro”.
Carnevale dei Ragazzi di Montelabbate con tanti carri allegorici per le vie del paese e lancio di dolciumi.
Carnevale a Saltara, con sfilata in  piazza di carri e lancio di dolciumi
Carnevale ad Acqualagna, la capitale del tartufo fresco che e propone il primo carnevale unico al mondo dove i carri mascherati lanceranno tartufi!!!
Carnevale di Gradara, Carnevale di Mercatello, Carnevale di San Giorgio di Pesaro, i Carnevali di mezza Quaresima a Cartoceto con sfilata di carri allegorici, mascherate e lancio di uova di Pasqua e quintali di dolciumi.
Ed infine Carnevale di Sarnano per il Carnevale Marchigiano dei Bambini, nato negli anni ’50.
Così tra il serio e il faceto il tempo del Carnevale torna ogni anno a riproporsi per la gioia di piccini e adulti che in questa festa possono ritrovare il profumo dei ricordi della propria infanzia in cui anche un sacco di iuta e un po’ di nero carbone impresso sul  viso erano sufficienti per far diventare tutti maschere divertenti e talvolta grottesche. •

About Stefania Pasquali

Stefania Pasquali nativa di Montefiore dell'Aso, trascorre quasi trent'anni nel Trentino Alto Adige. Ritorna però alla sua terra d'origine fonte e ispirazione di poesia e testi letterari. Inizia a scrivere da giovanissima e molte le pubblicazioni che hanno ottenuto consenso di pubblico e di critica. Docente in pensione, dedica il proprio tempo alla vocazione che da sempre coltiva: la scrittura di testi teatrali, ricerche storiche, poesie.

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