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I PASTORI: PRIMI EVANGELIZZATORI

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Gennaio 2023 – Solennità Maria Santissima Madre di Dio

Lc 2, 16-21

I PASTORI: PRIMI EVANGELIZZATORI

Erano persone a quel tempo emarginate perché considerate briganti. Il loro era un mestiere umile, vivevano una vita sobria e all'aperto, esposta alle intemperie. Proprio a loro compare un angelo con uno sconvolgente annuncio. Hanno un cuore aperto all’ascolto, un cuore disponibile, accogliente, capace di apprezzare anche le più piccole cose.

“Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino” (2,16). Seguiamo i pastori, andiamo anche noi a Betlemme con lo stesso sguardo stupito, con la loro stessa sollecitudine.

Anche noi siamo invitati a cercare il luogo dove si trova Gesù, siamo invitati a conoscere questo Bambino che da’ senso alla nostra vita.

Possiamo guardare il futuro con fiducia non perché ci sentiamo capaci di affrontarlo ma perché sappiamo che un “Bambino è nato per noi”. La speranza “è scritta nel volto di un Bambino che duemila anni fa è nato a Betlemme e che oggi è il Vivente, per sempre risorto da morte.

Nel tessuto dell’umanità lacerato da tante ingiustizie, cattiverie e violenze, irrompe in maniera sorprendente la novità gioiosa e liberatrice di Cristo Salvatore, che nel mistero della sua Incarnazione e della sua Nascita ci fa contemplare la bontà e la tenerezza di Dio. Dio eterno è entrato nella nostra storia e rimane presente in modo unico nella persona di Gesù, il suo Figlio

fatto uomo, il nostro Salvatore, venuto sulla terra per rinnovare radicalmente l’umanità e liberarla dal peccato e dalla morte, per elevare l’uomo alla dignità di figlio di Dio” (Benedetto XVI, Omelia, 31 dicembre 2006).

Vanno, trovano, vedono, contemplano!

“I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto…”.

Imitiamo i pastori che, dopo aver visto Gesù, non hanno mai dimenticato quel Bambino, diventato ormai il centro della loro vita, pur ritornando alle loro solite occupazioni!

Oggi contempliamo Gesù con gli occhi di Maria, sua Madre.

Ella celebra l’arte del silenzio, non proferisce parola, ma è la direzione nel buio della storia.

È la Vergine in ascolto: fa del proprio cuore il centro, lo scrigno da cui attingere il tesoro della vita e comprendere nella fede il disegno di Dio. Con il cuore cerca di leggere la storia, gli avvenimenti, Dio nel suo Bambino!

“Nel primo giorno dell’anno la Liturgia celebra la Santa Madre di Dio, Maria, la Vergine di Nazareth che ha dato alla luce Gesù, il Salvatore. Quel Bambino è la Benedizione di Dio per ogni uomo e donna, per la grande famiglia umana e per il mondo intero. Gesù non ha tolto il male dal

mondo ma lo ha sconfitto alla radice. La sua salvezza non è magica, ma è una salvezza “paziente”, cioè comporta la pazienza dell’amore, che si fa carico dell’iniquità e le toglie il potere. La pazienza dell’amore […]. Per questo contemplando il Presepe noi vediamo, con gli occhi della fede, il mondo rinnovato, liberato dal dominio del male e posto sotto la signoria regale di Cristo, il Bambino che giace nella mangiatoia. Per questo oggi la Madre di Dio ci benedice. E come ci benedice, la Madonna? Mostrandoci il Figlio. Lo prende tra le braccia e ce lo mostra, e così ci benedice.

Benedice tutta la Chiesa, benedice tutto il mondo. Gesù, come cantarono gli Angeli a Betlemme, è la «gioia per tutto il popolo», è la gloria di Dio e la pace per gli uomini. (Papa Francesco)

Buon anno 2023 con promessa di preghiera per tutti.

Famiglia Monastica Benedettina

Fermo

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