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L’originalità di una scelta

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Il ragazzo conosciuto da tutti che si stende a terra davanti al vescovo Luigi Conti. L’amico d’infanzia che alza l’ostia e il calice al cielo. Un brivido e un’emozione forti hanno attraversato i tantissimi fedeli che nei primi sabato e domenica di settembre hanno riempito il piazzale della chiesa dell’Annunziata, a Montecosaro, per l’ordinazione sacerdotale e la prima messa di Padre Lorenzo Pantanetti.

Un giovane che non si affianca a tantissimi coetanei nella corsa verso le ambizioni effimere della nostra società secolarizzata, ma si mette nelle mani di Dio e pronuncia i voti di povertà, obbedienza e castità della congregazione dei Padri Passionisti, seguendo l’esempio di San Gabriele e di San Paolo della Croce, fa un effetto strano solo perché oggi siamo poco abituati alle vocazioni sacerdotali. Ma ci ha pensato lo stesso Padre Lorenzo, invitato a sorpresa dal parroco don Lauro a lasciare un saluto al termine della sua prima messa, a spiegare la bellezza e la normalità della scelta. “I nostri piani sono piccoli, ma Dio è sapiente e bisogna avere fiducia nella sua parola – ha detto -. Il Signore può scegliere anche i peggiori e fare di loro grandi cose. Non abbiate paura, specialmente voi giovani, Dio con il suo amore può colpirvi in qualsiasi momento. Io lo ringrazio perché mi ha chiamato a una vita speciale come quella consacrata e perché sperimento il contatto intimo quotidiano con lui.

Una cosa bellissima, è come se stessi in Paradiso”. Poche parole, pronunciate con il sorriso e una grande gioia, che rimarranno a lungo nel cuore di tutti, come sicuramente lasceranno un segno molte delle iniziative organizzate per l’ordinazione sacerdotale dalla parrocchia Santissima Annunziata e dai Padri Passionisti. In particolare, le testimonianze dell’attrice Beatrice Fazi (una dei protagonisti di ‘Un medico in famiglia’ su Rai Uno) e di due appartenenti alla comunità Nuovi Orizzonti di Chiara Amirante. I parrocchiani e tutto il paese hanno così accompagnato, con la preghiera e la presenza, Padre Lorenzo Pantanetti nei giorni precedenti al suo ingresso nella comunità dei presbiteri. Il neo sacerdote, che compirà 28 anni a novembre, cresciuto in una famiglia ricca di fede concreta, ha vissuto un’adolescenza normale, ma arricchita da esperienze particolari di fede, come quelle del Gruppo Tend e della Tendopoli di San Gabriele.

Durante una di queste, nel 2003, ha sentito la prima chiamata, subito approfondita la con la partecipazione a degli incontri vocazionali. Nel settembre del 2004 è entrato nel convento di Morrovalle dei Padri Passionisti e sabato 1° settembre ha completato il suo percorso ricevendo l’ordinazione sacerdotale. •

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Un commento

  1. COS’ E’ IL SACERDOTE
    Il sacerdote vive e opera nel mondo,
    ma non appartiene al mondo.
    E’ figlio di uomini,
    ma ha l’autorità di renderli figli di Dio.
    E’ povero,
    ma ha il potere di comunicare ai fratelli, le ricchezze infinite.
    E’ debole,
    ma rende forti i deboli, col “Pane della Vita”.
    E’ servitore,
    ma davanti a lui s’inginocchiano gli Angeli.
    E’ mortale,
    ma ha il compito di trasmettere l’immortalità.
    Cammina sulla terra,
    ma i suoi occhi sono rivolti al Cielo.
    Collabora al benessere degli uomini,
    ma non li distoglie dalla meta finale ch’è il Paradiso.
    Il sacerdote può fare cose che neppure Maria e gli Angeli
    possono compiere: celebra la Messa e perdona i peccati.
    Quando celebra, ci sovrasta di qualche gradino
    ma la sua azione tocca il Cielo.
    Quando assolve,
    rivela la potenza di Dio che perdona i peccati e ridona la Vita.
    Quando insegna,
    propone la parola di Gesù:” Io sono la Via, la Verità e la Vita”
    Quando prega per noi,
    il Signore lo ascolta, perché lo ha costituito “pontefice”
    cioè “Ponte di collegamento” fra Dio e i fratelli.
    Quando lo accogliamo,
    diventa l’amico più sincero e fedele.
    Il sacerdote è l’uomo più amato e più incompreso,
    il più cercato e il più rifiutato.
    E’ la persona più criticata
    perché deve confermare con il suo esempio,
    l’autenticità del messaggio.
    E’ il fratello universale, il cui mandato è solo quello di servire
    senza nulla pretendere.
    Se il sacerdote è santo, lo ignoriamo.
    Se è mediocre, lo disprezziamo.
    Se è generoso, lo sfruttiamo.
    Se è “interessato” lo critichiamo.
    Se siamo nel bisogno, lo assilliamo.
    Se vengono meno le necessità, lo dimentichiamo.
    Ma solo quando ci sarà sottratto,
    comprenderemo quanto ci fosse indispensabile e caro.
    Del sacerdote tanto grande e tanto fragile, hanno detto:
    S. Agostino: “Il sacerdote è il vertice di tutte le grandezze”
    S. Francesco d’Assisi: “ Se incontrassi simultaneamente un angelo e un sacerdote, saluterei prima il sacerdote perché egli è un altro Cristo”.
    Fulton Sheen: “Il sacerdote non si appartiene perché è tutto e solo di Dio e dei fratelli”.
    S. Giovanni Bosco:” Il più grande dono che Dio possa fare a una famiglia è un figlio sacerdote”.
    S. Giovanni Vyenné (?):” Lasciate per vent’anni una parrocchia senza prete e vi si adoreranno le bestie”.
    S. Padre Pio:” Quando celebro la Messa, sono sospeso sulla Croce con Gesù”:
    E’ sorprendente,
    il sacerdote dopo Dio è tutto.
    E’ dono e mistero,
    è umiltà e grandezza,
    è perdono e grazia,
    è luogo d’incontro fra il Cielo e la terra.
    E’ meraviglioso!
    Nel sacerdote, Gesù si fa vicino e cammina con noi.
    Chi tornava da Ars, dopo aver visto l’umile parroco, esclamava con stupore: -Abbiamo visto Dio in un uomo!
    Per questo ogni sacerdote deve pregare così:” Signore fa che coloro che vedono me, riconoscano Te ”.
    “Quando penso a quello che i sacerdoti fanno per noi” scrive Enrico Medi, “ho la certezza che qualunque ricompensa sia inadeguata. Il nostro grazie più vero, consiste nel pregare per loro e per sostenerli con la nostra amicizia”.

    (documento letto da un sacerdote, a Radio Maria il 18/07/2002)

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