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Il Centenario diventa inno di ringraziamento e lode. Il racconto e il canto per fare “Oooh” come bambini

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Sabato 24 novembre. Chiesa dell’Annunziata. Dopo i racconti scritti e filmati, adesso il ricordo si fa canto di lode e di ringraziamento. Tutte le corali di Porto Sant’Elpidio si radunano per un megaconcerto in onore delle Suore.

Ad esse si aggiungono due cori creatisi per l’occasione: quello dei bambini e dei genitori della Scuola dell’Infanzia Sacra Famiglia. Si comincia proprio con un canto dei più piccini: “Goccia a goccia”. Si conclude tutti insieme con il celeberrimo “I will follow him”, tratto dal film Sister Act, che non poteva certo mancare. La chiesa dell’Annunziata è gremita e l’atmosfera è quella delle grandi feste. Ad un certo punto vengono chiamate tutte le Suore che, avendo avuto dei trascorsi nella comunità di Porto Sant’Elpidio, sono tornate per il fine settimana conclusivo di tutto il Centenario. Si presentano una ad una e dicono il periodo di anni della vita donati alla Città. La gente ringrazia con applausi e cori da stadi.

Il clima nel quale le Corali questa sera ci hanno immerso ha fatto pensare alle espressioni di Sant’Agostino Dal «Commento sui salmi» (Sal 32, Disc. 1, 7-8; CCL 38, 253-254): Cantate a Dio con arte nel giubilo. Cantate a lui un canto nuovo, cantate a lui con arte (cfr. Sal 32, 3). Ciascuno si domanda come cantare a Dio. Devi cantare a lui, ma non in modo stonato. Non vuole che siano offese le sue orecchie. Cantale con arte, o fratelli.

Quando, davanti a un buon intenditore di musica, ti si dice: Canta in modo da piacergli; tu, privo di preparazione nell’arte musicale, vieni preso da trepidazione nel cantare, perché non vorresti dispiacere al musicista; infatti quello che sfugge al profano, viene notato e criticato da un intenditore dell’arte. Orbene, chi oserebbe presentarsi a cantare con arte a Dio, che sa ben giudicare il cantore, che esamina con esattezza ogni cosa e che tutto ascolta così bene? Come potresti mostrare un’abilità così perfetta nel canto, da non offendere in nulla orecchie così perfette? Ecco egli ti dà quasi il tono della melodia da cantare: non andare in cerca delle parole, come se tu potessi tradurre in suoni articolati un canto di cui Dio si diletti. Canta nel giubilo. Cantare con arte a Dio consiste proprio in questo: cantare nel giubilo.

Che cosa significa cantare nel giubilo? Comprendere e non saper spiegare a parole ciò che si canta col cuore. Coloro infatti che cantano sia durante la mietitura, sia durante la vendemmia, sia durante qualche lavoro intenso, prima avvertono il piacere, suscitato dalle parole dei canti, ma, in seguito, quando l’emozione cresce, sentono che non possono più esprimerla in parole e allora si sfogano in una modulazione di note. Questo canto lo chiamiamo «giubilo». Il giubilo è quella melodia, con la quale il cuore effonde quanto non gli riesce di esprimere a parole. E verso chi è più giusto elevare questo canto di giubilo, se non verso l’ineffabile Dio? Infatti è ineffabile colui che tu non puoi esprimere. E se non lo puoi esprimere, e d’altra parte non puoi tacerlo, che cosa ti rimane se non «giubilare»? Allora il cuore si aprirà alla gioia, senza servirsi di parole, e la grandezza straordinaria della gioia non conoscerà i limiti delle sillabe. Cantate a lui con arte nel giubilo (cfr. Sal 32,3).

Questa sera, nell’ascolto delle corali, noi abbiamo sperimentato il giubilo. Ringraziamo tutti coloro che hanno programmato questa iniziativa per far sentire la partecipazione al gioioso evento del Centenario di presenza delle Piccole Suore a Porto Sant’Elpidio ed esprimiamo viva riconoscenza a quanti l’hanno accolta, rendendo così visibile anche la sinergia tra le diverse parrocchie della città e la comunione ecclesiale che costituisce sempre l’orizzonte che dà spessore e significato alle molteplici iniziative che ci impegnano nel bene e per il bene. Grazie di cuore! •

Suor Loretta Francesca Pontalto

N.B. Avevo preparato questo ringraziamento che poi, però, non ho espresso in questi termini; ho preferito prendere spunto dai testi offerti dai cori, in particolare del Coro della Parrocchia San Pio X e ho commentato l’espressione: “Cosa sarà il Paradiso?” ricordando che il Paradiso è già quello che costruiamo oggi, nel dono della nostra vita. •

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