Home » prima pagina » “Insieme possiamo farcela”

“Insieme possiamo farcela”

Stampa l articolo

Insegnanti, collaboratori e Comune hanno fatto squadra per il rientro a Scuola. Ora servono speranza e fiducia nel futuro.

Il Coronavirus ha lasciato molti strascichi all’interno della comunità: diffidenza, paura del prossimo, regole più ferree da rispettare, limitazioni che prima sembravano scontate.
I bambini ed i ragazzi che erano abituati a godere di realtà che sembravano scontate, si sono ritrovati da un giorno all’altro chiusi in casa senza la possibilità di vedere gli amici, frequentare uno sport, il catechismo ed andare a scuola.
L’estate ha dato un po’ di respiro ed una parvenza di normalità, ma la vera sfida inizia adesso, con l’avvento dell’inverno ed i timori di nuove epidemie influenzali e la riapertura delle piccole e grandi comunità scolastiche.
All’inizio della pandemia, quando si era chiusi in casa sembrava che alla fine saremmo diventati migliori, purtroppo non è così, ci affrontiamo a vivere un periodo ancora più difficile, greve, che la comunità deve prepararsi per accogliere.
Il Comprensivo di Morrovalle si sta preparando da mesi: l’estate è passata correndo dietro a decreti e consulenze del Comitato Tecnico Scientifico che cambiavano velocemente. Gli operai del Comune, collaboratori ed insegnanti hanno fatto rete e squadra, taluni anche rinunciando alle ferie per spostare banchi, togliere arredi e rendere delle aule a norma per il rientro in sicurezza. Le speranze degli insegnanti si intrecciavano con quelle delle famiglie e dei ragazzi di poter rientrare a scuola e riprendere la normalità ormai persa da tempo.
I genitori del Consiglio d’Istituto e l’Amministrazione Comunale sono stati fondamentali per il raggiungimento di molti obiettivi, specialmente nel grande dialogo e nel grande rispetto fra tutti coloro che sono coinvolti in questa ripartenza.
Purtroppo nessuno di noi potrà sapere cosa accadrà in questi mesi, sicuramente il nostro spirito è entusiasta e positivo ma dobbiamo essere anche pratici e concreti: non sarà un percorso facile, sarà un percorso accidentato, ma insieme potremo sicuramente farcela.
I plessi sono organizzati secondo le indicazioni che in questi mesi sono stati dati dal Ministero e dai Comitati Tecnici Scientifici, nonché dagli Ingegneri Responsabili per la Sicurezza del Comprensivo di Morrovalle.
I plessi hanno ingressi differenti a seconda delle classi e dei gruppi di bambini, così come le uscite, in modo da evitare il più possibile gli assembramenti ed i contatti.
Per venire incontro alle esigenze delle famiglie è stato aumentato di dieci minuti l’orario di funzionamento dei plessi della primaria e di un quarto d’ora del plesso della secondaria, che sarà recuperato secondo ipotesi che formuleremo insieme al Consiglio d’Istituto: la nostra idea per la scuola secondaria è quella di fare una sorta di settimana di pausa e recupero dove la scuola sarà aperta ma le lezioni sospese e ci saranno lezioni a piccoli gruppi di consolidamento, potenziamento e recupero. Per la scuola primaria è già stato ridotto a due ore il rientro pomeridiano e si sta pensando per alcune classi quinte di eliminare il sabato a partire dal mese di dicembre.
È tutto in pieno fermento e l’obiettivo primario è quello di fornire una piena offerta formativa pur nelle limitazioni che quest’anno inevitabilmente ci saranno: sarà difficile, se non impossibile, festeggiare ricorrenze come il periodo natalizio come avveniva negli scorsi anni attraverso delle manifestazioni, ma cercheremo lo stesso di mantenere vivo tutto ciò di cui l’uomo inevitabilmente ha bisogno: speranza, calore umano, comprensione, accoglienza.
Riprendendo le parole del giornalista Alessandro Volta a questo punto è necessario che la scuola faccia un patto: metà fiducia e metà paura.
Abbiamo due emisferi nel cervello, il destro e il sinistro: dobbiamo usarli entrambi. In uno ci mettiamo la paura del virus, le responsabilità penali, il distanziamento sociale, i gel e le mascherine, in un altro ci mettiamo tutto quello che abbiamo studiato e capito dalla psicologia evolutiva e dei bisogni di un bambino che cerca di crescere. In questo emisfero non ci sarà la paura di abbracciare un bambino che piange e ci permetterà di credere veramente che tutto andrà bene (e se ci crediamo tutto andrà bene). Questo emisfero, libero ed arieggiato dal Covid, ci manterrà umani e capaci di risolvere i mille problemi che a scuola si presenteranno ogni giorno. Ed è in questo emisfero che sarà depositata tutta la nostra storia di insegnanti ed educatori. Sarà questo emisfero a dare a questa generazione speranza e fiducia nel futuro. Lo dobbiamo ai bambini ed ai ragazzi. •

Arianna Simonetti, Dirigente Scolastico Istituto Comprensivo Via Piave Morrovalle

About la redazione

Vedi anche

Letteratura dell’esilio e dell’esodo

“L’esodo” La tragedia negata degli italiani d’Istria, Dalmazia e Venezia Giulia di Arrigo Petacco. “In …

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: